Può sembrare un paradosso ma, nell’era della condivisione e dei Social Network, il condominio sembra essere diventato il regno della diffidenza, dell’indifferenza e dell’incomunicabilità, specialmente nei grandi centri urbani.

Abbiamo migliaia di follower su Instagram e chattiamo con gente che vive dall’altra parte del globo, ma spesso non conosciamo il nome del vicino della porta accanto.

Si intrattengono rapporti di vicinato basati sulla totale indifferenza. Sei italiani su dieci dichiarano di essere infastiditi anche solo dall’idea di incrociare sul pianerottolo i vicini di casa. Un sondaggio rivela che oltre il 40% degli italiani, prima di uscire di casa, controlla dallo spioncino che sul pianerottolo non ci sia nessuno, ed il 45% evita di prendere l’ascensore se è già occupato da altri condomini. Con le strategie più disparate si cerca, in buona sostanza, di evitare ogni tipo di contatto umano.

La maggior parte degli italiani non desidera avere alcun tipo di rapporto con i vicini di casa. Ciò che manca, a differenza anche solo di una generazione fa, è l’interesse di socializzare ed instaurare rapporti interpersonali in condominio. Si vive per anni come estranei, pur vivendo nello stesso palazzo, e si intrattengono rapporti di vicinato tesi, ostili e, talvolta, litigiosi.

Per abbattere questi muri di diffidenza basterebbe creare momenti di interazione e team building che favoriscano il dialogo e la socializzazione tra i condomini, come:

  • aperitivi prima o dopo le assemblee condominiali;
  • attività di gardening;
  • feste condominiali;
  • addobbi di Natale;
  • pulizia degli spazi condivisi.

Negli Stati Uniti è diffusa l’abitudine, per chi si trasferisce in una nuova abitazione, organizzare una festa a cui invitare i nuovi vicini di casa per fare la loro conoscenza in un contesto informale.

È stato dimostrato che, in un clima più disteso ed amichevole, si ridurrebbero del 40% le liti condominiali per futili motivi come briciole, stendibiancheria, piante ornamentali ed animali domestici che, spesso, sfociano in cause legali che finiscono nelle aule di tribunale.