Le scosse strutturali di assestamento in Italia, territorio geologicamente giovane, sono piuttosto frequenti. Ciò dovrebbe darci la consapevolezza della vulnerabilità delle nostre abitazioni e spingere ad una maggiore e migliore prevenzione sismica.

La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto il cosiddetto Sisma Bonus, un’agevolazione prevista per chi decida di attuare un piano preventivo di interventi di adeguamento sismico ed adozione di misure antisismiche sulla propria abitazione, usufruendo di detrazioni crescenti. Dopo i recenti terremoti nel Centro Italia, infatti, è apparso quanto mai necessario stimolare l’adozione di misure preventive da parte dei proprietari degli immobili.

Il Sisma Bonus riguarda immobili e costruzioni adibite ad uso abitativo o ad attività produttive e le parti comuni dei condomini situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Quali sono le zone ad alto rischio sismico in Italia

A determinare, individuare e circoscrivere quali siano le zone ad alto rischio sismico nel nostro Paese viene in aiuto l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri numero 3274 del 20 Marzo 2003, che stabilisce che:

  • Zona 1: alta sismicità. Si tratta dell’area più esposta al rischio di forti terremoti e comprende 708 comuni in Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli, Lazio e Marche;
  • Zona 2: sismicità media. Vi rientrino 2345 comuni in cui si potrebbero verificare scosse piuttosto forti;
  • Zona 3: sismicità bassa. Comprende i comuni che potrebbero essere soggetti a terremoti di modesta entità.

Come usufruire del Sisma Bonus

Per usufruire dell’agevolazione occorre classificare il rischio sismico dell’edificio precedentemente e successivamente all’intervento. L’agevolazione si applica ad interventi di adeguamento sismico su:

  • immobili ad uso abitativo, prima o seconda casa;
  • parti comuni condominiali;
  • immobili adibiti ad attività produttive.

È possibile detrarre una percentuale variabile dal 50% all’85% a seconda delle tipologie di intervento. La detrazione fiscale si suddivide in cinque quote annuali di parti importo ed è applicabile ad una spesa che non superi i 96 mila euro.