Dalla manutenzione e risanamento conservativo all’eliminazione delle barriere architettoniche, ecco una guida agli interventi ammessi alla detrazione fiscale, con focus su quali documenti è necessario conservare.

In dieci anni, si può recuperare il 50% delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia, entro un limite di 96mila euro di spesa per unità abitativa. La detrazione fiscale viene ripartita in dieci quote annuali del medesimo importo.

Ecco l’elenco delle spese ammesse al bonus ristrutturazioni:

  • interventi di ristrutturazione edilizia;
  • interventi di manutenzione straordinaria;
  • restauro;
  • risanamento conservativo;
  • interventi di manutenzione ordinaria nelle parti comuni degli immobili;
  • ricostruzione dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;
  • realizzazione di autorimesse e posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, come, ad esempio, installazione di ascensori, montacarichi e strumenti idonei alla mobilità di soggetti disabili;
  • adozione di misure di sicurezza finalizzate a prevenire il rischio di effrazione, come l’installazione di inferriate metalliche e porte blindate;
  • adozione di misure antisismiche;
  • interventi di bonifica dall’amianto;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica;
  • installazione corrimano;
  • installazione di apparecchi e sensori per il rilevamento di gas.

Documenti da conservare

Quali sono i documenti da conservare e, all’occorrenza, esibire in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate? Ecco l’elenco:

  • fatture di spesa;
  • bonifico bancario. Si fa riferimento alla data del pagamento, e non quella di fatturazione dei lavori;
  • altra documentazione, come scontrini e ricevute fiscali, per gli importi non pagabili tramite bonifico bancario;
  • dichiarazione dell’amministrazione condominiale che certifichi la somma corrisposta e dichiari di aver adempito a tutti gli obblighi di legge;
  • domanda di accatastamento, qualora l’immobile non sia ancora censito;
  • ricevute di pagamento delle imposte comunali, qualora dovute;
  • delibera di approvazione dell’esecuzione dei lavori;
  • tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso del titolare dell’immobile all’esecuzione dei lavori;
  • eventuali autorizzazioni, abilitazioni amministrative e concessioni richieste dalla vigente legislazione edilizia relativamente alla tipologia di lavori da realizzare.